RECENSIONE del libro:

Patrizia Mello, (2008), “ Ito digitale, nuovi media , nuovo reale” , Roma , Edilstampa (The IT Revolution in Architecture).

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Chrisla Brooy: Letter forms inspired by Toyo ito's impressive works. http://www.chrislabrooy.com/toyo.html

 

“…COME QUANDO SI STA CON I PIEDI A MOLLO IN RIVA ALL'ACQUA”

Il libro “Ito digitale, nuovi media, nuovo reale” accompagna il lettore alla scoperta di un nuovo modo di fare architettura nel mondo dell'informazione, presentando l'esperienza di uno dei più grandi architetti del nostro tempo quale Toyo Ito, spiegando sia le teorie alla base dei suoi progetti che la messa in opera di questi ultimi, tramite innovative tecnologie che viaggiano di pari passo all'evoluzione teorica verso una nuova architettura.

Il libro si apre spiegando la filosofia “Itiana” della concezione dello spazio, strettamente legata al tema dell'acqua e quindi alla fluidità e continuità di quest'ultimo.

Lo spazio per essere fluido deve prendere forma da flussi di oggetti, di persone, di suoni, di elettroni, deve essere in continuità con l'esterno in maniera tale che non sia più facile distinguere ciò che è dentro da ciò che è fuori.

Il compito dell'architetto deve essere quello di accompagnare l'uomo verso l'alba di una nuova era dell'informazione e quindi dei “ flussi di elettroni ”, delle onde elettromagnetiche, che nel progetto di Ito, della mediateca di Sendai, prendono forma nei famosi cilindri metallici, che si torcono e subiscono traslazioni per farsi attraversare da correnti d'aria calda e fredda, fasci di luce, circuiti elettrici, flussi di persone e cose, vettori delle forze che scaricano il peso fino a terra non più tramite linee rette e perfettissime, ma in un turbinio di movimenti flottanti.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Mediateca di Sendai.

Come molti architetti giapponesi anche Toyo Ito sente in se molto forte la relazione tra uomo, natura e i suoi elementi, forse è proprio dall'osservazione di questi che nascono le sue idee di maggiore forza come la fluidità dello spazio, dalla lezione dell'acqua e la “ superficie strutturale ” dalla lezione degli alberi e la natura tutta. L'albero infatti nella sua magnificenza e perfezione non è scisso dalla sua struttura portante ma è tutt'uno con essa, ogni singolo ramo è la sintesi, l'allegoria di forze peso e carichi accidentali che arrivano a terra tramite percorsi sempre nuovi e tortuosi.

 

 

 

 

 

Tod's Omotesando – Shibuya, Tokio.

Il primo suo esempio di “ superficie strutturale ” è databile al 2002, quando progetta un padiglione temporaneo per i Kensington Garden di Londra; ed ecco qui lo spazio è totalmente libero per una luce che supera i 17 metri, niente colonne, niente pilastri, niente porte, niente finestre, vi è solo un'unica superficie che si ripiega per formare i prospetti della scatola, composta da una rete di profilati metallici profondi 50 centimetri, che a volte nasconde e a volte apre la vista al parco con tamponamenti di alluminio o vetro.

La scatola può sostenersi da sola e non ha nulla che la accomuni con l'architettura del secolo passato, “è un'architettura ma al tempo stesso non lo è” in quanto manchi di qualsiasi connotazione tipologica in termini architettonici.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Padiglione della Serpentine Gallery – Kensington Gardens, Londra.

Comprendendo la natura assolutamente rivoluzionaria della sua opera Ito si domanda: “questo cubo fornisce qualche indicazione per una nuova visione dell'architettura che sarà?” A mio avviso la risposta è si, innanzitutto perché è un sistema completamente innovativo che ribalta e “distrugge” tutto ciò che è stato prima e poi perché è parte integrante di un sistema, che prevede la fondamentale presenza del computer per la sua elaborazione, derivante da un algoritmo di un quadrato rotante e molto più perché l'architettura non è più statica, al modificarsi di una variabile è possibile giungere ad infiniti risultati.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Progetto per il forum per la musica, la danza e la cultura visiva di Gent.